Una personalità non violenta. Chi può deciderlo?

carabinieri-arrestoSono molti i fatti di cronaca che hanno riempito le pagine dei giornali nei giorni scorsi. Questa settimana vogliamo condividere una riflessione in particolare sulla vicenda che ha visto protagonista la morte di Vincenza Avino per mano di Nunzio Annunziata in località Terzigno (Napoli). I fatti sono noti, la vittima (36 anni) aveva denunciato per stalking il suo assassino il quale non si era rassegnato alla fine della loro relazione. Già una volta aveva tentato di ucciderla cercando di buttarla giù dal balcone di un terzo piano; il 14 setttembre 2015 ha portato a termine il suo proposito raggiungendo la vittima con un’arma da fuoco mentre si trovava di fronte ad una farmacia del suo paese. Vincenza lascia due bambini e una famiglia che non si rassegna all’idea che tutto questo si sarebbe potuto evitare. A Nunzio Annunziata sono stati, infatti, revocati gli arresti domiciliari precedentemente disposti in favore di un divieto di avvicinamento. Quando gli avvocati difensori si sono rivolti al Tribunale del Riesame certamente stavano operando nel pieno rispetto dei diritti del loro assistito e certamente il Giudice che ha disposto la revoca degli arresti domiciliari ha eseguito quanto previsto dalla legge. E infatti i giornali fedelmente riportano quanto scritto agli atti “Il pericolo di reiterazione dei reati «certamente sussiste». Tuttavia «non vi è ragione per non limitare al minimo i sacrifici imposti all’indagato»: non si può ritenere, infatti, «che emerga una personalità così allarmante e incontrollabile dell’indagato da far ritenere del tutto inimmaginabile un suo comportamento collaborativo»“. Ma come si decide se una personalità sia allarmante e incontrollabile o meno? Chi lo decide e con quali strumenti? Come si accorda la fiducia alla base della quale si immagina che un comportamento sarà collaborativo? Ovvio, nessuno prevede il futuro e nessuno sarà stato contento degli esiti nefasti che tale decisione ha comportato. Allo stesso tempo la vicenda ha suscitato polemiche nei confronti di chi questa decisione l’ha dovuta ponderare e portare a termine.

“Personalità non allarmante”: così fu liberato lo stalker assassino di Terzigno

http://napoli.repubblica.it/cronaca/2015/09/17/news/il_delitto_di_terzigno_cosi_fu_liberato_lo_stalker_assassino-123033750/

Il giudice del Riesame: «Addolorato per Enza ma rispettata la legge»

http://www.ilmattino.it/NAPOLI/CRONACA/terzigno_enza_avino_stalker_giudice/notizie/1572194.shtml

Uccisa dall’ex: per i giudici il carcere era eccessivo

http://notizie.virgilio.it/videonews/uccisa-dall-ex-per-i-giudici-carcere-era-eccessivo.html

I giudici dissero: «Il killer di Enza non è allarmante, gli arresti domiciliari un sacrificio eccessivo»

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/cronaca/15_settembre_17/killer-enza-non-allarmantei-domiciliari-sacrificio-eccessivo-b29d68c8-5d62-11e5-8adb-d667d200fbde.shtml

Se vuoi approfondire ti aspettiamo al laboratorio sul profilo dell’autore di violenza.

https://www.socialmente.net/laboratorio-sul-profilo-dellautore-di-violenza/

Cosa ne pensi? Ti va di condividere con noi qualche riflessione?

Invia una mail a info@socialmente.net

Grazie per la tua attenzione.

Lo staff A.I.P.C.

By |2017-01-05T16:32:57+00:001 Ottobre 2015|In scadenza, Pubblicazioni, Stalking|0 Comments