Rubrica: figli e padri, seconda parte.

Rubrica: figli e padri, seconda parte.

In questa seconda parte di articolo, si parlerà dell’attaccamento e dell’influenza del rapporto padre-figlio sulla vita adulta. Gli studi hanno dimostrato l’esistenza di una trasmissione intergenerazionale dell’attaccamento: l’attaccamento dei figli è influenzato da quello dei genitori a loro volta influenzato da quello dei nonni, e così via.

Il Centro specialistico A.I.P.C. è dedicato a singoli individui, coppie o nuclei familiari segnati da ferite non elaborate come rifiuti, separazioni, abbandoni e lutti. I professionisti dell’A.I.P.C., quali psicologi, psicoterapeuti offrono consulenze e training brevi ed efficaci anche a distanza. La segreteria, che fisserà il giorno e l’ora dell’appuntamento, è attiva dal lunedì al venerdì con orario 09:00/19:00 e risponde al numero 0644246573 o via mail info@socialmente.net.

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Una meta-analisi della letteratura, svolta dal ricercatore olandese Marinus van Ijzendoorn, nel 1995, ha considerato 18 studi controllati che hanno confrontato le AAI (Adult Attachment Interview: un’intervista semistrutturata composta da una serie di domande aperte che riguardano il rapporto della persona con le sue figure d’attaccamento) dei genitori, con le SS (Strange Situation: metodologia per la valutazione degli stili di attaccamento nei bambini di uno – due anni di vita) dei rispettivi figli rilevando una correlazione con l’attaccamento materno del 70-75% e con l’attaccamento paterno del 40-50%, notevolmente minore (van IJzendoorn, De Wolff 1997). I campioni analizzati era famiglie di classe media e a basso rischio psicosociale. Nelle famiglie ad alto rischio le correlazioni sono minori e si assiste ad una maggiore discontinuità dell’attaccamento durante il corso della vita e tra generazioni differenti. Le relazioni con i genitori influiscono quindi sulla nostra vita adulta, un dato analizzato e provato scientificamente da diversi studi psicologici.

La psicoterapeuta Shirani M. Pathak, specializzata in relazioni, al Relationships Center of Silicon Valley, ha spiegato questo concetto: Come esseri umani tendiamo a imparare e fare nostri molti degli atteggiamenti che adottano i nostri genitori. Avere una madre e un padre che, dopo 30, anni stanno ancora insieme, oppure dei genitori divorziati, o ancora, che stanno insieme ma hanno da sempre un rapporto molto litigioso, ha in ogni caso un effetto su come i figli, in età adulta, viviamo le relazioni, ad esempio, con i partner e con il mondo lavorativo”.

Inconsapevolmente potremmo replicare i comportamenti agiti dai nostri genitori: il loro modo di interagire, di comunicare, l’idea dell’amore, della famiglia, del lavoro. Tali modalità comportamentali rappresenteranno il nostro modello che potrà dettare le regole nelle relazioni interpersonali.

Il ricordo di un padre assente o comunque non positivo e costruttivo per un sano sviluppo del figlio, può strutturare delle tracce mnestiche e un loop emotivo subdolo: immagini e gesti vissuti da bambino nella relazione con il figlio che riaffiorano in età adulta nei diversi ambiti della vita, influenzando gli stati emotivi del qui ed ora e, di conseguenza, le scelte comportamentali. Il ricordo ed il vissuto della figura paterna potrebbero essere ricercate nelle relazioni affettive e sentimentali, piuttosto che in quelle lavorative. L’idea che abbiamo introiettato della figura paterna, ad esempio una figura che ha dedicato la maggior parte della sua giornata al lavoro e con pochissimi slanci affettivi ed emotivi, potrebbe essere proiettata su un capo che viviamo come particolarmente esigente e molto richiedente e con gratificazioni quasi assenti. Questa potrebbe essere una spiegazione del loop emotivo: non riuscire ad allontanarsi da quella situazione lavorativa nonostante produca un malessere. Rivivendo la figura paterna assente e disfunzionale, si potrebbe estendere la ferita dolorosa con il suo loop emotivo, ad altre relazioni interpersonali, spingendo all’infinito, senza un percorso psicoterapeutico, a ri-cercala. In particolare, si continuerà a cercare l’approvazione, l’attenzione e l’accettazione in una ricerca estenuante e, talvolta, paradossale e conflittuale,  senza alcuna possibilità di riuscita, nell’intento di risarcire, in età adulta le assenze reali o percepite nell’infanzia.

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La prima parte della rubrica figli e padrihttp://www.socialmente.net/rubrica-figli-e-padri-prima-parte-enea-e-il-padre-anchise/

Non vi lasciamo soli con la violenza neanche in estate

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Il Centro specialistico A.I.P.C. è dedicato a singoli individui, coppie o nuclei familiari segnati da ferite non elaborate come rifiuti, separazioni, abbandoni e lutti. I professionisti dell’A.I.P.C., quali psicologi, psicoterapeuti offrono consulenze e training brevi ed efficaci anche a distanza. La segreteria, che fisserà il giorno e l’ora dell’appuntamento, è attiva dal lunedì al venerdì con orario 09:00/19:00 e risponde al numero 0644246573 o via mail info@socialmente.net.

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By |2018-07-27T07:42:20+00:0027 luglio 2018|In evidenza, In scadenza, Pubblicazioni|0 Comments