Rubrica: Figli e padri, prima parte “Enea e il padre Anchise”

Rubrica: Figli e padri, prima parte “Enea e il padre Anchise”

Il presente articolo è suddiviso in tre parti, descriverà la figura paterna, la sua importanza e l’influenza all’interno della vita di un figlio. In questa prima parte si esplorerà brevemente il ruolo e la funzione paterna, con una lettura essenzialmente psicoanalitica.

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La paternità può investire i figli in maniera ancora più prepotente di quanto possa fare la maternità. Si tratta di un processo che interessa il rapporto inter e intra-soggettivo del padre con il figlio. Tale rapporto, successivamente, può trasmettersi generazionalmente segnando, quindi, anche la relazione interpersonale del figlio, a sua volta, con la sua prole. Se si vive la paternità con estrema leggerezza, con un investimento minimo di impegno e presenza, si correrà il rischio, come ci narrano le vicende del buon Enea, di farsi portare sulle spalle del figlio. Anchise, padre di Enea, rappresenta le influenze positive e negative del loro legame.

In ambito psicologico, il ruolo del padre è stato valorizzato innanzi tutto da Freud che individuò la sua rilevanza soprattutto nei processi legati alla costituzione e all’elaborazione del complesso di Edipo. Freud ipotizzò un parricidio ancestrale volto a speazzare il potere illimitato del padre e il suo rapporto esclusivo con la madre, descrivendo il conflitto che fa oscillare il bambino tra il desiderio di autonomia e individualizzazione e quello di ripristinare l’unità originaria con la madre. Egli fu il primo a tentare di spiegare la ribellione, generazionale, del giovane adolescente all’autorità paterna, lo sviluppo dell’identità sessuale e l’interiorizzazione di un codice etico e morale che si costituiva nel Super-Io. Così come, per il bambino maschio, configurò il complesso di Edipo, per la bambina configurò il complesso di Elettra, psicologicamente corrispettivi anche se mitologicamente differenti. Questi conflitti infantili, che si verificano tra il terzo e il sesto anno di vita, secondo la teoria psicoanalitica, sono parte del normale processo di crescita del bambino e della bambina. Nelle bambine, la figura paterna, con le sue caratteristiche specifiche, diverrà la base di riferimento e di confronto per le relazioni sentimentali future, nella donna adulta. Spesso si afferma, infatti, che nel partner si cerchi una sorta di riflesso del genitore.

L’attenione, da parte della psicoanalisi, per le funzioni e l’influenza svolte dal padre, iniziarono negli anni settanta, dopo essere rimaste, per lungo tempo focalizzate solo sulla relazione materna. La teoria dell’attaccamento (Bolwby), attribuendo alle relazioni umane una funzione fondamentale per la protezione dai pericoli e lo sviluppo di un senso di sicurezza, analizza, in un’ottica differente le funzioni genitoriali, pur rifacendosi ad idee psicoanalitiche.

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By |2018-07-20T16:31:37+00:0020 luglio 2018|In evidenza, In scadenza, Pubblicazioni|0 Comments