L’imperfezione della famiglia perfetta “seconda parte”

L’imperfezione della famiglia perfetta “seconda parte”

Se nella prima parte di questo articolo vi abbiamo raccontato il mito di Narciso ed Eco, adesso vorremmo condividere una storia reale, non mitologica, che coinvolge un uomo giunto al nostro centro ingabbiato dall’illusione della perfezione.

D. è un uomo “intrappolato” da 15 anni in un matrimonio senza amore, che non riesce a separarsi dalla moglie proprio a causa di questa illusione di perfezione. “Per il bene dei figli, è meglio avere una famiglia unita”. La famiglia è perfetta quando unita, non importa quali siano le condizioni e il clima familiare ostile, piuttosto che sereno e supportivo. La convinzione è che la cosa migliore per i figli sia quella di rimanere con la moglie, per non farli crescere in una famiglia divisa e, quindi, in sfacelo. Bisogna evitare la separazione, necessariamente deleteria, non importa quanto desiderata. Adesso D. ha consapevolizzato di vivere in un’illusione e si sente ingannato, truffato da una donna che gli ha fatto credere di essere la donna perfetta, la mamma perfetta. Questi sentimenti e questi pensieri stanno diventando sempre più ossessivi e presenti nella sua vita.

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Lo Sportello di ascolto ed orientamento psicologico e legale sarà attivo tutti i giorni con orario 12.00/16.00 dal 4 agosto al 2 settembre sulla numerazione 3274660907 o via mail all’indirizzo info@socialmente.net.  Il centro specialistico è a disposizione di singoli individui (uomini e donne), coppie e famiglie con problemi nelle relazioni interpersonali. Gli esperti forniscono percorsi brevi e risolutivi (anche a distanza) per affrontare ogni tipo di complicazione relazionale. Dalla fase iniziale a quella della separazione, anche in caso di episodi di violenza e stalking.

Queste dinamiche familiari hanno origine nelle famiglie di provenienza di ognuno dei genitori e andranno a influire sul sistema familiare che il bambino o la bambina creerà una volta adulto e adulta. Uno dei motivi per cui si sviluppa l’idea della famiglia perfetta è l’identificazione del bambino o della bambia con una delle figure genitoriali. Esiste una continuità intergenerazionale: spesso il bambino si identifica con la figura genitoriale più debole, in quella che possiamo definire la “vittima” del narcisista, e, una volta divenuto adulto, cerca di riscattare questa figura divenendo, inconsapevolmente, esso stesso una vittima.

Durante il suo racconto di vita D. riporta la separazione dei suoi genitori quando era piccolo, cosa che l’ha segnato profondamente e che l’ha portato a costruire relazioni tutte analoghe. Si tende a ricercare nell’altro le caratteristiche genitoriali: in questo caso persone che danno più importanza all’apparenza che alla sostanza; persone che ammaliano con attenzioni vuote e superficiali, non a contatto con la profondità della persona scelta; che scambiano gesti di controllo per dimostrazioni d’amore. Le relazioni instaurate tendono a essere incentrate principalmente sul soddisfacimento dei bisogni di ognuno piuttosto che su un sentimento.

Ogni relazione si basa su uno scambio reciproco, su un mutuo dare e avere; quando manca la reciprocità o quando predomina lo squilibrio tra il dare e l’avere, non si può parlare di amore ma di soddisfacimento dei bisogni primari. Si usa l’altro, compresi i figli, per soddisfare i propri bisogni. Questo stile relazionale non porta mai a una piena soddisfazione e, se rimane costante nel tempo, ogni relazione sarà uguale alla precedente.

Continuando con la storia di D., l’illusione della perfezione lo porta a “recitare una parte” con amici e parenti in contesti sociali e in momenti “tradizionali”, quali vacanze, compleanni, ricorrenze. Ricorre allo stratagemma della famiglia felice per nascondere, anche a se stesso, i segreti troppi umilianti per la sua personalità già fragile.

Il regista Paolo Genovese ha proposto il film “Una famiglia perfetta”, nel quale, il protagonista, interpretato da Sergio Castellitto, è una persona sola che non ha mai avuto una famiglia. Egli ingaggia una compagnia teatrale che deve interpretare la sua famiglia durante la cena di Natale. Gli attori sono costretti a seguire un copione scritto dal protagonista. Questo film racconta, in modo estremizzato e romanzato, una realtà attuale e diffusa nelle famiglie narcisistiche: ogni persona che si trova in relazioni di questo tipo è costretta a recitare un ruolo nei rapporti interpersonali, specie nelle ricorrenze in cui vige la prescrizione culturale dell’unione e della felicità. Spesso le battute che gli attori sono costretti a dire non sono tanto distanti dalle frasi di circostanza e le forzature, tipiche delle famiglie che vivono l’illusione della famiglia perfetta.

Potete leggere la prima parte qui https://www.socialmente.net/limperfezione-della-famiglia-perfetta-prima-parte/

BIBLIOGRAFIA:

  • Young, J., & Flanagan, C. (1998). Schema-focused therapy for narcissistic patients. In E. F. Ronningstam (Ed.), Disorders of narcissism: Diagnostic, clinical, and empirical implications(pp. 239-262). Arlington, VA, US: American Psychiatric Association.
  • Young, J., (2007). Schema Terapy. The Guilford Press. A division of Guilford Publications, Inc. 72 Spring Street, New York, NY, 10012.
  • Autori vari, Il narcisismo perverso, AIPC Editore, 2015.
  • Ovidio, Metamorfosi, 3: 339-510.
  • Daniel Goleman, Menzogna, autoinganno, illusione, La Scala, Saggi, 1998.

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By |2018-08-22T06:38:21+00:0022 agosto 2018|In evidenza, In scadenza, Pubblicazioni|0 Comments