Le emozioni non fanno differenza di genere (seconda parte)

Le emozioni non fanno differenza di genere (seconda parte)

Elisabetta perde la madre a 16 anni e il padre a 24, l’anno in cui sposerà anche Giorgio. Alla morte del padre, infatti, si rifugia tra le braccia di un uomo che colmi il vuoto di quella perdita. Tra Elisabetta e Giorgio le difficoltà iniziano da subito. L’uomo, da sempre, nega attenzioni ad Elisabetta, dedicandole ad un’altra donna. Elisabetta, invece, è sempre pronta a ricoprire il marito di attenzioni per paura di constatare che, se lei si fermasse, il marito non le rivolgerebbe nessun tipo di attenzione.

Leonardo ha una storia diversa ma altrettanto dolorosa. Lui è il secondo di tre figli. Non è mai stato il preferito dei genitori, non è mai stato il più bravo, il più intelligente, si è sempre sentito messo da parte. I genitori l’hanno rifiutato, l’hanno fatto sentire stupido e poco all’altezza rispetto ai fratelli con i quali ha sviluppato un forte competizione, tuttora vigente. Leonardo bombarda di messaggi i suoi amici o partner del momento per evitare di restare solo una sera.

Nonostante abbiamo provenienze geografiche differenti, un livello d’istruzione differente, capacità comunicative differenti, riportano la stessa modalità d’azione disfunzionale e spesso anche lo stesso modo di esprimere le emozioni. Da un’analisi del linguaggio si può riscontrare l’uso dei medesimi termini, delle medesime frasi che si ripetono in modo ciclico nelle sedute.

Entrambi, inoltre, hanno un modo di agire il loro malessere del tutto disfunzionale.

Elisabetta, arriva a pedinare il marito e mettere in atto comportamenti violenti, Leonardo non agisce in modo fisico, ma nel momento in cui si paventi anche lontanamente la possibilità di ricevere un rifiuto, si libera della sua maschera di compostezza e inizia a comportarsi in modo aggressivo e scomposto.

RIFIUTO, COMPETIZIONE, RABBIA, DELUSIONE, ABBANDONO, DOLORE sono i macro temi che si ripetono costantemente.

Centro profilassi relazioni disfunzionali e violente

Il Centro specialistico  è dedicato a singoli individui, coppie e nuclei familiari con disagi nelle relazioni interpersonali. Gli esperti dell’A.I.P.C. dal 2001 forniscono training brevi ed efficaci per affrontare ogni tipo di complicazione relazionale, dalla fase iniziale a quella della separazione, anche con episodi di violenza e stalking. Il Centro è aperto a tutte le persone, senza distinzione di sesso e del ruolo che rivestono nelle relazioni interpersonali. Per un’efficace profilassi delle relazioni disfunzionali e violente è essenziale misurare l’indice di disfunzionalità relazionale ©AIPC 2017. L’indice risulta essere uno strumento particolarmente efficace per il benessere relazionale attuale e delle future generazioni. Il protocollo scientifico A.I.P.C. è un protocollo integrato e circolare che calcola l’indice con peculiari misurazioni e colloqui (anche a distanza). Il protocollo scientifico A.I.P.C. è stato validato e risulta essere efficace nel 70% dei casi. La segreteria, che fisserà il giorno e l’ora dell’appuntamento, è attiva dal lunedì al venerdì con orario 10:00/19:00 e risponde al numero 0644246573 o via mail info@socialmente.net.

Per quanto concerne, invece, la sfera professionale e lavorativa in entrambi è possibile osservare il rovescio della medaglia, il loro essere impeccabili, vincenti e apparentemente funzionali.

Elisabetta per un verso e Leonardo per un altro hanno esperito fin da subito esperienze di rifiuto che li porta a voler primeggiare dal momento che si sentono perennemente svalutati e insicuri. Non intendiamo sottolineare che non ci siano differenze significative tra Elisabetta e Leonardo, quanto rimarcare la ferita comune che li lega che li porta a mettere in atto agiti disfunzionali simili.

Esperienze di rifiuto reali o percepite rendono le persone vulnerabili e le spingono a mettere in atto comportamenti disfunzionali per proteggersi ed evitare un dolore profondo che comunque continua a farla da padrone nella vita di queste persone.

E’ possibile leggere la prima parte qui https://www.socialmente.net/le-emozioni-non-fanno-differenza-di-genere-prima-parte/

Sitografia

Manzelli, P. (2004). L’intelligenza non ha genere.  www.neuroscienze.net

Dusi, E. (2015). “Il cervello non ha sesso” Così la scienza sfata il tabù della diversità uomo-donna. http://ricerca.repubblica.it

Matteoli, M. IL NOSTRO CERVELLO HA UN SESSO? https://www.cnr.it/sites/default/files/public/media/comunicazione/otto-marzo/100%20donne_Mattioli.pdf

Riproduzione riservata. AI.P.C. Editore ©2018

By |2018-09-20T07:16:27+00:0020 settembre 2018|In evidenza, In scadenza, Pubblicazioni|0 Comments