Le emozioni non fanno differenza di genere (prima parte)

Le emozioni non fanno differenza di genere (prima parte) 

Nella mitologia, Ermafrodito è colui che coniuga in sè sia tratti maschili che femminili. Si narra che la ninfa Salmace s’innamora perdutamente di Ermafrodito e chiede agli dei di congiungersi totalmente con il corpo dell’amato, viene così a generarsi un essere ibrido, riconducibile sia alla natura femminile che maschile. Il richiamo a questo mito potrebbe servire a rappresentare la compresenza di componenti maschili e femminili in ciascun individuo e il labile confine tra le due.

Sono evidenti le differenze sessuali tra maschi e femmine, sia a livello fenotipico (cromosomico), che ormonale e cerebrale. Le neuroscienze hanno esplorato quest’ultime con risultati molto interessanti. In questa sede, vorremmo evidenziare i risultati di alcuni studi recenti che hanno rilevato l’impossibilità di distinguere, per la maggior parte delle caratteristiche cerebrali umane, quelle esclusivamente femminili e quelle esclusivamente maschili. Esiste una grossa sovrapponibilità tra femminile e maschile, tanto da creare un mosaico di sfumature. Non si vogliono negare le differenze esistenti tra maschi e femmine, quanto sottolineare i punti in comune tra essi.

Con questo obiettivo, vorremmo condividere due storie, apparentemente distanti, consone a far risaltare le somiglianze tra i protagonisti, Elisabetta e Leonardo, e la marginale influenza delle loro differenze, a livello cerebrale e, di conseguenza, anche nelle manifestazioni emotive e relazionali. Il sesso biologico non sembra essere un fattore discriminante, ad esempio, nel determinare e vivere relazioni disfunzionali.

Centro profilassi relazioni disfunzionali e violente

Il Centro specialistico  è dedicato a singoli individui, coppie e nuclei familiari con disagi nelle relazioni interpersonali. Gli esperti dell’A.I.P.C. dal 2001 forniscono training brevi ed efficaci per affrontare ogni tipo di complicazione relazionale, dalla fase iniziale a quella della separazione, anche con episodi di violenza e stalking. Il Centro è aperto a tutte le persone, senza distinzione di sesso e del ruolo che rivestono nelle relazioni interpersonali. Per un’efficace profilassi delle relazioni disfunzionali e violente è essenziale misurare l’indice di disfunzionalità relazionale ©AIPC 2017. L’indice risulta essere uno strumento particolarmente efficace per il benessere relazionale attuale e delle future generazioni. Il protocollo scientifico A.I.P.C. è un protocollo integrato e circolare che calcola l’indice con peculiari misurazioni e colloqui (anche a distanza). Il protocollo scientifico A.I.P.C. è stato validato e risulta essere efficace nel 70% dei casi. La segreteria, che fisserà il giorno e l’ora dell’appuntamento, è attiva dal lunedì al venerdì con orario 10:00/19:00 e risponde al numero 0644246573 o via mail info@socialmente.net.

Elisabetta è una donna di mezza età, dai lunghi capelli nero corvino e un accento del nord Italia molto pronunciato. I suoi modi sono raffinati e composti, il portamento è molto fiero e controllato. Leonardo ha un aspetto più buffo, il viso è contornato da grossi occhiali rossi, i capelli sono castani e folti, la sua fisicità è un po’ rotonda e il suo portamento appare leggermente goffo.

Età diverse, sessi diversi, origini geografiche e familiari diverse, lavori diversi. Stessa paura di essere rifiutati, stesse difese adottate, stessa modalità di esprimere e manifestare il proprio dolore. Il dolore è la prima analogia a trapelare. Entrambi, così diversi ma, così addolorati. Un dolore dalle radici profonde, insediatosi in loro anni prima, tuttora padroneggiante nelle loro vite.
Altra caratteristica che lega Elisabetta e Leonardo è il loro non riuscire ad affrontare le situazioni e le persone per paura di essere rifiutati. Si sentono feriti con molta più facilità e in modo molto più intenso dall’altro. Per evitare questo dolore spesso minimizzano l’atteggiamento dell’altro attenuandone gli effetti negativi o in altre circostanze, agiscono prima che si possa anche solo configurare un rifiuto.

Elisabetta è madre di due figli e moglie, perennemente rifiutata dal marito Giorgio. Il loro rapporto è fonte continua di sofferenza e momentaneo appagamento.
Leonardo, invece, è un uomo single alla perenne ricerca di attenzioni di ragazze più giovani. Teme di essere rifiutato e, per questo, si è costruito un “esercito di riserva di donne” pronte a sopperire al primo rifiuto.

Sitografia

Manzelli, P. (2004). L’intelligenza non ha genere.  www.neuroscienze.net

Dusi, E. (2015). “Il cervello non ha sesso” Così la scienza sfata il tabù della diversità uomo-donna. http://ricerca.repubblica.it

Matteoli, M. IL NOSTRO CERVELLO HA UN SESSO? https://www.cnr.it/sites/default/files/public/media/comunicazione/otto-marzo/100%20donne_Mattioli.pdf

Riproduzione riservata. AI.P.C. Editore ©2018

 

By |2018-09-13T04:17:51+00:0013 settembre 2018|In evidenza, In scadenza, Pubblicazioni|0 Comments