“Rifiuto e autostima”: Il sociometro: meccanismo che monitora il nostro valore relazionale

“Rifiuto e autostima”. Il sociometro: meccanismo che monitora il nostro valore relazionale

Molte emozioni possono scaturire da eventi interpersonali, in particolare dalla prospettiva o dalla presenza di rifiuto da parte di altre persone.

Vivere in maniera serena all’interno di un gruppo richiede che gli individui siano accettati (o almeno tollerati) dagli altri membri, e per questo le persone si comportano in modo da favorire la loro accettazione da parte degli altri.

Esiste un costrutto psicologico chiamato “sociometro”, attraverso il quale l’individuo monitora le relazioni sociali sulla base del proprio valore relazionale. Questo meccanismo fa riferimento al grado in cui le altre persone considerano il proprio rapporto con l’altro. L’attribuzione di un basso valore alla relazione può variare da manifestazioni esplicite di rifiuto, a sottili espressioni di disinteresse, disapprovazione o antipatia.

La teoria sociometrica proposta da Mark Leary nel 1995 (in Zhang et al., 2015) apre la strada ad una nuova prospettiva rispondendo a due domande fondamentali: a) cosa è l’autostima; b) qual è la sua funzione. L’autostima non è un obiettivo fluttuante che le persone sono motivate a raggiungere e proteggere; si tratta piuttosto di un indice interno o una misura sociometrica, volta a monitorare il proprio successo verso altri obiettivi. L’autostima è un barometro del proprio valore relazionale passato, presente e futuro, che riflette la qualità delle relazioni, e rappresenta l’entità di accettazione da parte degli altri. L’autostima declina di fronte al rifiuto e causa emozioni negative. Nelle relazioni amorose il valore che si attribuisce a sé come compagni, influenza la qualità della relazione, lo sforzo che si adotta per mantenere la relazione e le azioni che si intraprendono per mantenere o ristorare lo status di accettazione come partner.

La percezione che gli altri non valutino adeguatamente la propria relazione innesca, attraverso il sociometro e le sue concomitanti risposte emotive e motivazionali, la consapevolezza che ci si può essere comportati in modo tale che tali atteggiamenti potrebbero abbassare il proprio valore relazionale mettendo quindi a repentaglio la propria accettazione da parte degli altri. Indagini neuroscientifiche suggeriscono che gran parte dell’attività del sociometro a livello corticale è mediata dalla corteccia cingolata anteriore dorsale (dACC), tale regione neurale risulta anche essere associata al dolore fisico.

Seminario “La violenza di genere che non degenera: protocolli di ricerca e di intervento A.I.P.C..”, si terrà l’11 maggio 2018 con orario 09:00 – 13:00 presso il Salone Conferenze, Palazzo Viminale, Roma, Piazza del Viminale.  http://www.socialmente.net/roma-11-maggio-seminario-la-violenza-di-genere-che-non-degenera/

Diverse emozioni specifiche derivano dalla percezione o dalla presenza del rifiuto, inclusi sentimenti come la solitudine, la gelosia, la colpa, la vergogna, l’ansia sociale, l’imbarazzo, la tristezza e la rabbia.

La critica rappresenta la principale causa di ferite emotive; queste si formano quando vi è la credenza che gli altri non valutino sufficientemente la relazione in cui si è coinvolti.
L’ansia sociale è una risposta anticipatoria alla possibilità di trasmettere impressioni indesiderate di sé stessi che potrebbero abbassare il proprio valore relazionale agli occhi degli altri.

L’ansia sociale potrebbe essersi evoluta come un “sistema di allerta precoce” che scoraggiava le persone dal comportarsi in modo da compromettere la loro immagine sociale e il loro valore relazionale.

A proposito del sociometro, nello studio portato avanti da Zhang e colleghi (2015), si ipotizza che un ruolo importante lo giochi il rifiuto nell’influenzare il valore attribuito alla percezione di sé e dell’altro, attraverso l’analisi di dinamiche interattive all’interno di un contesto di speed-dating. Hanno partecipato alla ricerca 115 studenti eterosessuali tra i 20 e i 30 anni. I partecipanti venivano divisi in 3 gruppi e gli venivano presentate 3 differenti scene: rifiuto eterosessuale, rifiuto da parte di persone dello stesso sesso, accettazione eterosessuale. Al termine venivano misurate accettazione sociale, autostima, percezione di sé come buon partner.

I risultati dimostrano che i diversi tipi di rifiuto modificano il valore che si attribuisce a sé stessi come compagni. In particolare, il rifiuto eterosessuale risulta essere più significativo nell’influenzare il giudizio sul proprio valore, mentre lo stesso non accade di fronte ad un rifiuto da parte delle persone dello stesso sesso. Pertanto il rifiuto in quanto tale non influenza il valore che si attribuisce a sé come partner, mentre il rifiuto da parte di persone di sesso opposto influenza negativamente la percezione di sé nella relazione amorosa.

Secondo la teoria sociometrica, l’autostima, nel processo di selezione di un partner, è un riflesso interiore della qualità delle relazioni interpersonali. Pertanto un rifiuto sociale riduce significativamente l’autostima, dove per autostima non si fa riferimento ad un giudizio generico su di sé, ma ad un giudizio specifico di sé nel dominio delle relazioni affettive e della scelta del compagno.

BIBLIOGRAFIA

  • Downey, G., Freitas, A. L., Michaelis, B., & Khouri, H. (1998). The self-fulfilling prophecy in close relationships: Rejection sensitivity and rejection by romantic partners. Journal of personality and social psychology75(2), 545.
  • Koban, L., Kross, E., Woo, C. W., Ruzic, L., & Wager, T. D. (2017). Frontal-brainstem pathways mediating placebo effects on social rejection. Journal of Neuroscience37(13), 3621-3631.
  • Kross, E., Berman, M. G., Mischel, W., Smith, E. E., & Wager, T. D. (2011). Social rejection shares somatosensory representations with physical pain. Proceedings of the National Academy of Sciences108(15), 6270-6275.
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  • Zhang, L., Liu, S., Li, Y., & Ruan, L. J. (2015). Heterosexual rejection and mate choice: A sociometer perspective. Frontiers in psychology6, 1846.
  • Mark R. Leary PhD, Interpersonal rejection and emotions – Leary Dialogues in Clinical Neuroscience – Vol 17 . No. 4 . 2015.

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Lunedì 23 Aprile, parleremo delle diverse emozioni che un’esperienza di rifiuto suscita.

Seminario “La violenza di genere che non degenera: protocolli di ricerca e di intervento A.I.P.C..”, si terrà l’11 maggio 2018 con orario 09:00 – 13:00 presso il Salone Conferenze, Palazzo Viminale, Roma, Piazza del Viminale.  http://www.socialmente.net/roma-11-maggio-seminario-la-violenza-di-genere-che-non-degenera/

By | 2018-04-16T09:02:32+00:00 16 aprile 2018|In evidenza, In offerta, In scadenza, Pubblicazioni, Ricerca|0 Comments