I correlati neurali del rifiuto

“I correlati neurali del rifiuto”. Le regioni cerebrali somatosensoriali, associati al dolore fisico, si attivano anche nelle esperienze di rifiuto, suscitando la stessa angoscia. Dolore sociale e dolore fisico hanno lo stesso substrato biologico.

Innumerevoli ricerche si sono occupate della tematica del rifiuto e dei correlati neurali ad esso connessi. In particolare, lo studio di Kross e colleghi (2011) ha dimostrato che le aree cerebrali che si attivano quando la persona esperisce un rifiuto, sono le stesse che entrano in funzione con l’esperienza del dolore fisico. L’ipotesi iniziale partiva dal presupposto che il dolore fisico ha due componenti: una componente fisica e una affettiva. Le aree cerebrali della componente affettiva sono l’area dorsale anteriore cingolata (dACC) e l’insula anteriore (AI); le aree cerebrali della componente somatica sono l’opercolo della regione insulare (corteccia somatosensoriale secondaria (S2) e insula posteriore dorsale(dpINS)).

Secondo gli autori il rifiuto sociale attiva solo le aree cerebrali della componente affettiva del dolore fisico. Su un campione di 40 persone che hanno sperimentato un rifiuto intenso da parte del proprio partner, con conseguente rottura della relazione, lo studio ha dimostrato che vengono attivate sia la dorsale anteriore cingolata (dACC) che l’insula anteriore (AI); inoltre, sono coinvolti anche il talamo e l’opercolo della corteccia parietale destra insulare.

Attraverso uno studio di meta-analisi si è potuto constatare anche che un rifiuto intenso attiva le regioni somatosensoriali strettamente associate alla componente somatica del dolore fisico. Si può spiegare il motivo per cui le persone riferiscano di essere “ferite” quando altre le svalutano o le rifiutano e l’attività in queste regioni è correlata con il disagio sociale auto-riferito in risposta al rifiuto. Inoltre, un ruolo importante lo gioca anche la predisposizione dell’individuo alla sensibilità al dolore. I risultati dell’esperimento suggeriscono che l’angoscia suscitata in risposta a un intenso rifiuto sociale è la stessa che viene associata al dolore fisico. La corteccia somatosensoriale secondaria risponde al distress correlato a un intenso rifiuto sociale quando viene sollecitato intensamente. Quindi, il rifiuto sociale può attivare aree cerebrali specifiche del processo somatico ma solo quando il dolore è intenso.

Anche lo studio di Way e colleghi (2009) ha dimostrato che il dolore fisico e quello connesso al rifiuto sociale condividono le stesse aree a livello biologico, neurochimico, neuroanatomico e genetico. In particolare, essi hanno evidenziato che lo stress da rifiuto sociale è associato con una maggiore attivazione del dACC e dell’insula anteriore. Al livello neuronale, il dolore fisico e il dolore sociale hanno un substrato comune, come il recettore µ-oppiode (MOR), particolarmente implicato nei meccanismi che determinano l’ansia da separazione. Sullo stesso filone di ricerca, anche Koban e colleghi (2017) hanno dimostrato che sia il dolore fisico che quello connesso al rifiuto condividono le stesse aree cerebrali. In particolare, i ricercatori hanno somministrato un placebo a un campione di 40 persone rilevando che, grazie ad esso, si è verificata una riduzione del dolore connesso al rifiuto sociale, e una modesta diminuzione del dolore fisico. Tale lavoro estende gli studi precedenti i quali hanno dimostrato l’aumento, indotto dal placebo, della connettività Prefrontale – PAG mediale, collegando tale attività direttamente a variazioni indotte nell’esperienza emotiva.

BIBLIOGRAFIA:

  • Downey, G., Freitas, A. L., Michaelis, B., & Khouri, H. (1998). The self-fulfilling prophecy in close relationships: Rejection sensitivity and rejection by romantic partners. Journal of personality and social psychology75(2), 545.
  • Koban, L., Kross, E., Woo, C. W., Ruzic, L., & Wager, T. D. (2017). Frontal-brainstem pathways mediating placebo effects on social rejection. Journal of Neuroscience37(13), 3621-3631.
  • Kross, E., Berman, M. G., Mischel, W., Smith, E. E., & Wager, T. D. (2011). Social rejection shares somatosensory representations with physical pain. Proceedings of the National Academy of Sciences108(15), 6270-6275.
  • Pe, M. L., Gotlib, I. H., Van Den Noortgate, W., & Kuppens, P. (2016). Revisiting Depression Contagion as a Mediator of the Relation Between Depression and Rejection: A Speed-Dating Study. Clinical Psychological Science4(4), 675-682.
  • Way, B. M., Taylor, S. E., & Eisenberger, N. I. (2009). Variation in the μ-opioid receptor gene (OPRM1) is associated with dispositional and neural sensitivity to social rejection. Proceedings of the National Academy of Sciences106(35), 15079-15084.
  • Zhang, L., Liu, S., Li, Y., & Ruan, L. J. (2015). Heterosexual rejection and mate choice: A sociometer perspective. Frontiers in psychology6, 1846.
  • Mark R. Leary PhD, Interpersonal rejection and emotions – Leary Dialogues in Clinical Neuroscience – Vol 17 . No. 4 . 2015.

AIPC Editore 2018 – Riproduzione riservata

Il Centro specialistico è dedicato a singoli individui, coppie o nuclei familiari segnati da ferite non elaborate come rifiuti, separazioni, abbandoni e lutti. Gli esperti dell’A.I.P.C. dal 2001 forniscono training brevi ed efficaci. La segreteria, che fisserà il giorno e l’ora dell’appuntamento, è attiva dal lunedì al venerdì con orario 09:00/19:00 e risponde al numero 0644246573 o via mail info@socialmente.net.

Lunedì 16 Aprile, parleremo del Sociometro: meccanismo che monitora il nostro valore relazionale, connesso all’autostima.