Emozioni e sentimenti nell’esperienza di rifiuto

Emozioni e sentimenti nell’esperienza di rifiuto

Diverse emozioni interpersonali riflettono reazioni al rifiuto reale, anticipato, ricordato o immaginato. Le persone sottovalutano o sopravvalutano (distorsione) il loro valore relazionale agli occhi degli altri.

Uno dei sentimenti più comuni in una relazione è la gelosia. Le persone diventano gelose quando credono che l’altro apprezzi meno di quanto desiderino il loro rapporto, a causa della presenza o dell’intrusione di una terza parte, la quale va ad inficiare il valore della relazione. La gelosia è spesso determinata dalla paura di perdere del tutto l’altra persona e dalla rabbia sia verso il partner che verso il rivale.

Le persone gelose spesso cercano di aumentare la loro desiderabilità verso il partner per diminuire l’influenza della terza parte.

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La nostalgia è invece caratterizzata principalmente da sentimenti acuti di solitudine e tristezza. La solitudine è legata a fattori che causano la sensazione di avere un basso valore relazionale per le altre persone. I bambini che non sono accettati dai loro coetanei tendono ad essere più soli di quelli che sono accettati, e il rifiuto dei pari prospetticamente prevede la successiva solitudine. La solitudine è un’emozione comune tra le persone che hanno sperimentato di recente un lutto, un divorzio o una separazione da una relazione significativa, e credono che le altre persone non le considerino per il valore che esse sentono di avere all’interno della relazione. Non tutta la solitudine nasce dal rifiuto esplicito, ma esso rappresenta spesso un antecedente comune all’insorgenza del sentimento della solitudine.

La colpa e la vergogna, strettamente legate alle preoccupazioni riguardo al valore relazionale e al rifiuto, sono emozioni psicologicamente diverse: le persone si sentono colpevoli quando hanno un comportamento “cattivo”, mentre si vergognano quando si ritengono persone “cattive”. La vergogna è in genere un’esperienza più intensa della colpa: il fatto che le persone possano farci sentire colpevoli o farci provare vergogna anche quando crediamo di non aver fatto nulla di sbagliato, dimostra la centralità che le preoccupazioni interpersonali hanno nella genesi di tali sentimenti. Quando le persone credono di aver fatto qualcosa che potrebbe portare gli altri a svalutarli nella relazione, si sentono in colpa; quando pensano che il giudizio degli altri su di loro come persona, possono portare alla svalutazione relazionale e al possibile rifiuto, provano vergogna. I colpevoli si scusano, chiedono perdono, si impegnano a migliorare la loro immagine sociale e riparare le loro relazioni interpersonali. Al contrario, la vergogna è associata al desiderio di ritirarsi dalle interazioni sociali, spesso perché nulla può essere fatto immediatamente per riparare il danno alla propria immagine e al proprio valore relazionale.

Il Centro specialistico è dedicato a singoli individui, coppie o nuclei familiari segnati da ferite non elaborate come rifiuti, separazioni, abbandoni e lutti. Gli esperti dell’A.I.P.C. dal 2001 forniscono training brevi ed efficaci. La segreteria, che fisserà il giorno e l’ora dell’appuntamento, è attiva dal lunedì al venerdì con orario 09:00/19:00 e risponde al numero 0644246573 o via mail info@socialmente.net.

Le persone che si sentono rifiutate spesso sperimentano altre emozioni che non sono legate specificamente alla preoccupazione rispetto al valore relazionale, tra cui tristezza e rabbia. La tristezza nasce dalla percezione di una perdita, la rabbia invece si manifesta quando una persona si comporta in modo indesiderato ed ingiustificato minacciando i nostri desideri o il nostro benessere. Le persone esperiscono tristezza al fronte della perdita di un’importante relazione, quando queste finiscono, o anche quando le altre persone “significative” li tradiscono. Inoltre, il rifiuto particolarmente grave o prolungato può contribuire a generare e/o aggravare episodi depressivi. La rabbia sorge durante gli episodi di rifiuto, esso è interpretato come un danno ingiustificato che in alcuni casi può sfociare in modalità aggressive.

Il fatto che una grande parte dell’emozione umana è dedicata al mantenimento delle connessioni interpersonali determina l’importanza dell’accettazione e dell’appartenenza. Molte delle emozioni che si provano riflettono queste fondamentali preoccupazioni interpersonali.

 

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By | 2018-04-23T06:14:16+00:00 23 aprile 2018|In evidenza, In offerta, In scadenza, Pubblicazioni|0 Comments